Comunità Ebraica di Casale Monferrato
Il Museo dei Lumi
Collezione di Hannukiot d'arte
moderna.
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In occasione delle celebrazioni per i 400 anni della Sinagoga di Casale, che si tennero nell'autunno del 1994, un gruppo di esperti e di appassionati di Arte, tra cui Elio Carmi, Aldo Mondino, Paolo Levi, discutendo sull'argomento ARTE EBRAICA, ritennero interessante favorire ed incentivare uno sviluppo artistico in campo ebraico. La Comunità già possedeva alcune Hannukiòt in argento realizzate in passato da Elio Carmi (Hannukkià è una lampada rituale ad otto luci per l'omonima festa, che ricorda la vittoria della tradizione ebraica su quella greca che il re Antioco Epifane cercò di imporre al popolo ebraico). Inoltre l'artista Emanuele Luzzati stava realizzando una analoga opera in ceramica proprio per conto della nostra Comunità. I promotori decisero in quella sede di gettare le fondamenta per una collezione di Hannukiòt d'arte contemporanea, di artisti ebrei e non ebrei, ma con il vincolo tematico della Hannukkià. L'adesione di molti artisti , anche di fama mondiale, è stata entusiasmante e preziosa . Il numero delle opere è in continuo e costante aumento e la fama di questa collezione ha rapidamente valicato i confini della nostra piccola Comunità e contribuisce non poco a migliorare l'immagine della nostra attività e del nostro impegno.
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Armand Arman - 1997 fusione di ottone Base cm. 40 x 19 h.66 largh. cm. 60 |
Barni - 1997 fusione in bronzo diam cm.40 h.185 |
Urano Palma - 1998 fusione di alluminio cm. 40 x 40 h.160 |
Guy de Rougemont - 1997 ferro verniciato cm. 50 x 50 h.104 |
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Marie Brandolini - 1996 ferro, vetro spezzato, vetro soffiato cm. 90 x 30 |
Elio Carmi - 1990 metallo argentato e rame cm. 52 x 10 |
Emanuele Luzzati - 1998 ceramica di Albissola cm. 7 x 56 x 24 |
Marco Porta - 1998 acciaio inox e specchi cm. 84 x 25 x 36 |
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Lucio del Pezzo - 1998 legno dipinto cm. 68 x 17 x 45 |
Gabriele Lévy - 1998 legno dipinto - vetro cm. 84 x 42 x 41 |
Antonio Recalcati - 1998 lapide in memoria dei deportati casalesi intervento murale in superficie di cm.300 x 300 ca ceramica , vetro, ferro battuto |
Roland Topor - 1997 ferro trattato cm. 80 x 15 x 80 |
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Aldo Mondino - 1997 ferro battuto, BIC, piatto di ceramica diam.cm. 30 - 00 x 95 |
Antonio Recalcati - 1997 fusione in bronzo cm. 200 x 40 x 60 ca. |
Elio Carmi - 1990 Menorà (a sette bracci) metallo argentato e pietra di Lavagna base diam. cm.15 h.40 |
Antonio Recalcati - 1996 ceramica di Faenza cm. 50 x 16 x 54 |
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Antonio Recalcati - 1996 ceramica di Faenza base cm. 29 x 29 - 80 x 100 |
Antonio Recalcati - 1996 vasi sovrapposti - ceramica di Faenza cm. 30 x 30 x 93 |
Kimberley Gundle - 1999 |
Mimmo Paladino - 1999 |
Tobia Ravà - 1999 |
Armando Riva - 1999 |
Stefano Della Porta - 1999 |
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Georges Jeanclos - 1999 |
Vincent Maillard - 1999 |
Urano Palma - 1999 |
Johanan Vitta - 1999 |
Solo poco olio, solo una luce, solo la volontà di continuare.
Non per noi, ma per tutti.
Così è stato per la festa di Hannukkà, per molti prima di noi, per la storia di un popolo che ha dato molto chiedendo solo di poter esistere tra gli altri, mai sopra gli altri.
Anche per questo, per una piccolissima comunità ebraica che con attenzione e lungimiranza già trent'anni fa, quando pochi intuivano la forza della storia di relazione tra le culture e degli oggetti che la rappresentano; già allora in Casale si avviò il primo restauro del Tempio e si fondò il primo nucleo dell'attuale Museo, visitato oggi da più di dodicimila persone all'anno, studenti, turisti, studiosi.
Ecco perché un simbolo, la Hannukkià, è stato scelto come oggetto d'attenzione, d'amore e di desiderio, perché intorno ad una singola idea, la piccola forte luce primaria, si potesse scommettere per aprire una strada diversa e contamporanea d'interpretazione.
Gesti generosi di grandi e grandissimi artisti, attenti all'evoluzione delle cose; alla società multietnica e globale che ben si conforma alla storia dell'ebraismo costretto alla diaspora; spesso felicemente inserito senza con questo dover rinunciare alla propria identità.
Questi artisti con la loro disponibilità testimoniano il valore di una cultura che nonostante tutto è ancora viva, e nonostante tutto vuole ancora dialogare.
Elio Carmi
dicembre 1999
Hannukkà - kislev 5760